“La Colorista” di Susan Daitch

 “La Colorista” di Susan Daitch

David Foster Wallace ha definito Susan Daitch “una delle autrici americane più brillanti e sensibili”. A quarant’anni dalla sua uscita, arriva per la prima volta in Italia La colorista, un romanzo che trasforma il processo creativo in un gioco di riflessi: la realtà di Julie, che lavora come colorista per una casa editrice di fumetti, si frantuma e si intreccia con le vicende di Electa, l’eroina delle storie che lei stessa colora. Ne nasce un libro che diventa anche “una metafora estremamente attuale sulla comunicazione”…



TRAMA
New York, tardi anni Ottanta: Julie vive nell'inquieto e vibrante Lower East Side e lavora come colorista per la Fantômes Comics, casa editrice dalle sorti incerte la cui supereroina, Electra, lungi dal fornirle eroiche risposte, sembra al contrario porle continue domande esistenziali mentre trascorre infinite ore china sulle tavole che narrano le sue gesta. Lo stesso vale per il suo sfuggente oggetto del desiderio, Eamonn, fotografo impegnato, e di tutta la sfaccettata, spesso geniale umanità che incontra in una New York postmoderna dal fascino crudo e magnetico. Quando alla Fantômes il fato dell’eroina sembra ormai segnato, Julie e Laurel, l’inseparabile inchiostratrice, decideranno di creare la loro versione della storia e di far atterrare Electra sulla Terra, in una città che le mostrerà i mille ambigui volti dell’esistenza umana. Pubblicato nel 1990 dalla Vintage Contemporaries nell’iconica collana che ha ospitato Cormac McCarthy, Don DeLillo e Raymond Carver, e conquistatosi la fama di romanzo di culto, "La colorista" irradia il fascino di un’opera analogica che non smette di porci un quesito fondamentale: siamo o meno la versione più autentica di noi stessi?

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